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martedì 2 aprile 2013

La riscoperta del parlamento

Quando ero a scuola ci insegnavano educazione civica. Una delle poche cose che mi ricordo è una cosa che secondo me i nostri politici hanno dimenticato: la ripartizione dei poteri.
La cosa è semplice: ci sono tre poteri in uno stato e la costituzione li assegna a tre figure ben definite: legislativo, esecutivo e giudiziario. Il potere legislativo è il potere di fare, discutere e decidere le leggi e spetta al parlamento. Le commissioni al suo interno studiano i vari problemi e le leggi necessarie da proporre alle camere. Il potere esecutivo è quello predisposto alle misure necessarie alla posa in opera delle leggi ed è affidato al governo. In casi eccezionali può proporre leggi al parlamento tramite decreto. Il potere giudiziario, infine, riguarda il far rispettare le leggi ed appartiene alla magistratura.
Perché questo noioso ripasso? Perché sono i principi alla base della nostra repubblica e vanno ricordati. Sono scritti nella nostra costituzione. Qual'è il problema? È che da un po' di anni, un po' troppi, le leggi le propone esclusivamente il governo per decreto e l'unica funzione del parlamento è dire sì o no a colpi di fiducia. E questo è l'unico vero motivo dello stallo in cui siamo finiti: in Italia non si fanno più leggi senza governo. Ok, la legge elettorale non permette una maggioranza vera e propria, ma anche se la legge fosse diversa senza governo il parlamento non lavora.
La cosa assurda è che un potere esecutivo c'è per ora, seppur dimissionario, un parlamento si è insediato e la magistratura non ha mai smesso di esserci. Ed ecco svegliarsi Napolitano! Giustamente si è riletto un po' di costituzione, si è un po' guardato in giro e si è reso conto che i tre poteri sono affidati. Solo che invece di far velocizzare la creazione delle commissioni, ha nominato due gruppi di "saggi" che fanno le veci delle commissioni in un tempo limitato. E qui sorge la domanda. A parte il plauso per aver scoperto dopo vent'anni la funzione del parlamento, non avremmo fatto prima a continuare il normale iter parlamentare con un governo che fa quello per cui è nato e con commissioni di persone elette dal popolo? Ai lettori e ai posteri l'ardua sentenza...

venerdì 22 maggio 2009

Parlamento? "inutile" ovviamente

Il Parlamento è un'assemblea "pletorica, inutile e controproducente", stracolma di "capponi e tacchini". La magistratura "è piena di estremisti di sinistra". Questo è quello che ci dice il nostro beneamato presidente del consiglio, mentre fa la sua ormai solita battuta sulle veline a scapito della Marcegaglia. Cambiamo allora, no? Riduciamo i parlamentari a 100, 90 della maggioranza e 10 dell'opposizione magari. Anzi eliminiamolo del tutto, tanto è inutile, no? È soltanto la rappresentanza più diretta del volere degli italiani. Tanto i cittadini devono volere quello che vuole lui. E lui sa bene quel che devono volere i cittadini.
La magistratura? Leviamola del tutto. A farci stare tranquilli sarà il governo e le ronde. I nemici saranno sempre colpevoli e gli amici assolutamente senza colpe. Se non si potrà fare altrimenti si farà una bella legge ad hoc che risolverà ogni cosa.
L'istruzione? Mettiamo il maestro unico, magari lo scelgano pure loro, secondo i loro requisiti. Al resto penserà quella magica scatola che emette immagini, di cui lui possiede i sei maggiori canali (di cui uno abusivo da anni). Basta vedere chi è stato messo ai vertici della RAI, del TG1, benvoluti peraltro dai consiglieri dell'opposizione, visto che invece di votare contro sono usciti dall'aula come in altri casi.
Gli studenti? Una minoranza di pericolosi sovversivi e violenti guerriglieri, pronti a tutto pur di fare casino e saltare la scuola. A loro ci penserà la polizia, con manganelli e lacrimogeni.
I lavoratori pubblici? Un branco di fannulloni che non fanno nulla dal mattino alla sera. Anche a loro ci penserà la polizia. Ma non sono lavoratori pubblici pure loro? Ricevono stipendio e pensione dallo stato in fondo.
L'informazione? Tutti i media lo attaccano in ogni modo, a parte Libero e Il Giornale ovviamente. Poverino. Leviamo quei facinorosi dei giornali. Regolamentiamo anche i blog, anzi eliminiamoli, a cominciare da quelli di associazioni troppo di sinistra e quelli di certi comici. Sono solo veicolo di falsità (o verità non volute?).
Lo ammetto, ho un po' esagerato (neanche troppo in fondo). Ma non è molto lontano da quello che sta succedendo in Italia. Basta leggere bene per trovare citazioni di leggi, parole, fatti... E vedere la triste strada verso il regime. Che non è neanche troppo lontano e neanche troppo nascosto.

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domenica 17 maggio 2009

Il partito dei pirati anche in Italia!

Non è passata molto come notizia in Italia (notevole l'informazione nostrana) , ma in Svezia, la patria dei creatori della celebre Baia dei Pirati, un po' di tempo fa è nato il Partito dei Pirati. Sinceramente l'ho scoperto solo sui blog che abbiamo anche in Italia un Partito dei Pirati, che si presenterà alle europee una coalizione di sinistra. Personalmente non voglio stare a fare propaganda politica, odio la politica e i politici, in particolar modo quella italiana. Come internauta, blogger e appassionato di libertà e diritti digitali, non posso che essere contento che ci sia qualcuno che si muove per la riforma dei brevetti, per difendere la libertà di informazione, il diritto alla cultura, in uno stato che sta facendo di tutto (da ogni schieramento) per attuare il Grande Fratello di Orwell. E il fatto che nel mondo (ci sono altri partiti del genere) ci sia un movimento del genere (che miete anche successi) fa pensare. È un peccato che queste cose vengano tenute nascoste, esattamente come alcune nuove leggi, passate in periodi di ferie in modo da non fare tanto baccano, ma si sa, l'informazione fa sapere sempre e solo quello che si vuole far sapere. Il resto si fa insabbiare (il nostro paese è stato retrocesso a "Paese a parziale libertà di stampa", l'unico in Europa).

P.S. Proprio per non fare propaganda non ho messo alcun riferimento, se siete interessati l'amico Google può darvi una mano :)

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martedì 14 aprile 2009

Ma quanto é strano il mio paese?

Che strano il mio paese.
Il mio paese é quasi governato da due stati stranieri. Uno é addirittura al di là di un grande oceano (anche se ho stima del nuovo presidente di quello stato). L'altro é un minuscolo stato governato da persone con lunghe tuniche e cariche di oro e preziosi. Girano il mondo (in viaggi dai costi astronomici) dicendo che bisogna fare la carità e che il preservativo é problematico per la lotta all'AIDS.
Il mio paese non ha i soldi per la ricerca, per l'istruzione e per la sanità ma fa manovre finanziarie immense per salvare aziende destinate al fallimento, anche quando ci sono nomi importanti pronti a comprarle.
Nel mio paese alcuni tra i legislatori sono condannati o in attesa di giudizio (o con reati caduti in prescrizione) e alcuni di questi si stanno per candidare alle europee.
Nel mio paese esistono le leggi ad personam, usate frequentemente per salvare ministri, politici e dirigenti amici.
Nel mio paese esiste la mafia e altre associazioni simili. Dove queste sono più radicate e con più potere i tribunali sono senza carta per i processi e le forze di polizia senza benzina per le auto.
Nel mio paese i pacifisti sono chiamati sovversivi e vengono caricati e malmenati dai poliziotti. Tra questi quelli che picchiano di più e fanno cose da film horror sono promossi. In caso di processo spesso sono assolti.
Qui la costituzione é spesso intesa come un buffo pezzo di carta che sarebbe da seguire quando si fanno le leggi. Se non la si riesce a seguire lo si modifica o si creano delle gabole. Oppure se ne fregano e stanno zitti.
Mentre tutto il mondo guarda alle energie rinnovabili, nel mio paaese si torna al nucleare, ignorando quanto ha deciso il popolo stesso in un referendum.
Nel mio paese é più importante la notizia della nuova relazione tra quel calciatore e quella velina degli aggiornamenti sulla crisi umanitaria in Darfur.
Qui quando c'é qualcosa che non va, come una crisi economica globale, non é vero, sono i media che esagerano.
Da noi chi é al potere controlla 6 reti televisive di livello nazionale, 3 statali e 3 private. Di queste ultime una da anni occupa abusivamente frequenze altrui, ma riesce sempre a salvarsi grazie a decreti ad hoc.
Nel mio paese si ha l'obbligo di vivere, anche quando per motivi vari quali malattie tremende e irreversibili si vive una vita senza dignità e piena di dolori. In pratica non si é liberi di scegliere della propria vita.
Queste sono solo alcune delle anomalie che ci sono nel mio paese, cose che succedono quasi esclusivamente da noi. É uno strano paese, vero?