martedì 21 aprile 2009

Considerazioni sul web 2.0

Fino ad alcuni anni fa il web era qualcosa di piuttosto statico, la poca dinamicità derivava da qualche gif animata in loop infinito, una piccola applet java o un arcaicità di flash.
Ora abbiamo il web 2.0, dinamicità ovunque, animazioni, applicazioni in ajax, oramai si fanno interi word processor e fogli di calcolo direttamente sulle pagine web. Una meraviglia, per carità. Persino le pubblicità sono intere applicazioni flash. Non sono qui ad avercela con le nuove tecnologie, sono utilissime e di alto livello ormai. Hanno fatto passi da gigante, e ci sono molto utili.
Quello che mi rende perplesso é la sua accessibilità e la sua utilizzabilità. Lasciamo stare un attimo il problema per i portatori di handicap. La mia esperienza mi ha fatto capire che anche gli altri possono avere problemi. Ho un Internet Tablet, un Nokia 770, che spessissimo mi ha risolto varie situazioni. Ok, l'hardware non é quello del pc di ultimo grido: processore ARM a 200Mhz, 64 Mb di memoria ram, altri 64 come swap su scheda rs-mmc. É un palmare pensato per la navigazione in internet uscito 3 anni fa. Ma proprio perché pensato per navigare, con tanto di connessione wifi, uno si aspetta di poter utilizzare internet.
Ok, youtube e giochini in flash hanno qualche problema dato che monta flash 7, ma anche installando il 9 scatta tutto al limite del crash. Poco male, noi lavoriamo, non giochiamo. Mi serve un orario di un treno, vado sul sito di Ritarditalia e aspetto. Nonostante la connessione veloce (adsl di casa come linea dedicata universitaria)l'enorme quantità di pubblicità e roba inutile fa aumentare l'utilizzo del cpu e della memoria. Riesco a vedere un treno mettendoci quei 10 minuti. Il problema arriva con il vero web 2.0. Siti come facebook o myspace sono inutilizzabili da quanto sono pesanti. Google calendar, writer etc sono addirittura incompatibili o lenti alla disperazione. Zoho ha fatto la versione mobile ma solo per iphone. I blog a volte sono irraggiungibili. Ho dovuto aggiungere adblock plus e flashblock al browser per poter almeno limitare i danni dall'enormità di pubblicità, spesso in flash, che campeggia ovunque su ogni sito. E a volte faccio comunque fatica. Potete immaginarvi se invece di una connessione wifi uso un cellulare gprs. Per alcuni usi fortunatamente ci sono programmi che mi fanno da client, come per Wordpress o Twitter, altrimenti sarei tagliato fuori da molte cose.
Per un ipovedente, poi, si aggiungono i problemi di incompatibilità di flash e java con tanti sintetizzatori vocali e lettori braille. E molti siti sono creati completamente in flash.
C'é anche un altro problema. Siti pesanti vuol dire maggior traffico generato a danno non solo della nostra banda casalinga, ma anche dell'azienda che deve considerare maggiori costi di hosting. E nei grandi numeri anche alla banda mondiale.
A questo punto mi sorgono spontanee alcune domande. Che senso ha il web2.0 se non é accessibile facilmente da tutti (in Italia abbiamo ancora ampie zone in cui la velocità di connessione maggiore é l'isdn)? Tanto infarcimento di pesantezze era strettamente necessario? Perché devo impiegare 5-10 minuti di bestemmie per vedere un'orario di un treno? Perché, soprattutto, devo necessariamente avere la potenza di calcolo, con il dovuto peso, di un computer casalingo recente? Perché oggetti nati per avere il web in tasca non possono accedere a molti servizi web dei più comuni? Ok per le applicazioni web come google writer, ma i siti normali pure? Non si potevano fare un minimo più leggere?
Queste tecnologie hanno risolto problemi non indifferenti, e creato modi nuovi di vivere l'intera rete. Spero però che diventino più fruibili.
Badate bene, la mia critica non é contro le nuove tecnologie in generale, che considero fantastiche, ma vuole essere una critica costruttiva contro la pesantezza del web in generale, dovuta spesso a esagerazioni e eccessi.

martedì 14 aprile 2009

Ma quanto é strano il mio paese?

Che strano il mio paese.
Il mio paese é quasi governato da due stati stranieri. Uno é addirittura al di là di un grande oceano (anche se ho stima del nuovo presidente di quello stato). L'altro é un minuscolo stato governato da persone con lunghe tuniche e cariche di oro e preziosi. Girano il mondo (in viaggi dai costi astronomici) dicendo che bisogna fare la carità e che il preservativo é problematico per la lotta all'AIDS.
Il mio paese non ha i soldi per la ricerca, per l'istruzione e per la sanità ma fa manovre finanziarie immense per salvare aziende destinate al fallimento, anche quando ci sono nomi importanti pronti a comprarle.
Nel mio paese alcuni tra i legislatori sono condannati o in attesa di giudizio (o con reati caduti in prescrizione) e alcuni di questi si stanno per candidare alle europee.
Nel mio paese esistono le leggi ad personam, usate frequentemente per salvare ministri, politici e dirigenti amici.
Nel mio paese esiste la mafia e altre associazioni simili. Dove queste sono più radicate e con più potere i tribunali sono senza carta per i processi e le forze di polizia senza benzina per le auto.
Nel mio paese i pacifisti sono chiamati sovversivi e vengono caricati e malmenati dai poliziotti. Tra questi quelli che picchiano di più e fanno cose da film horror sono promossi. In caso di processo spesso sono assolti.
Qui la costituzione é spesso intesa come un buffo pezzo di carta che sarebbe da seguire quando si fanno le leggi. Se non la si riesce a seguire lo si modifica o si creano delle gabole. Oppure se ne fregano e stanno zitti.
Mentre tutto il mondo guarda alle energie rinnovabili, nel mio paaese si torna al nucleare, ignorando quanto ha deciso il popolo stesso in un referendum.
Nel mio paese é più importante la notizia della nuova relazione tra quel calciatore e quella velina degli aggiornamenti sulla crisi umanitaria in Darfur.
Qui quando c'é qualcosa che non va, come una crisi economica globale, non é vero, sono i media che esagerano.
Da noi chi é al potere controlla 6 reti televisive di livello nazionale, 3 statali e 3 private. Di queste ultime una da anni occupa abusivamente frequenze altrui, ma riesce sempre a salvarsi grazie a decreti ad hoc.
Nel mio paese si ha l'obbligo di vivere, anche quando per motivi vari quali malattie tremende e irreversibili si vive una vita senza dignità e piena di dolori. In pratica non si é liberi di scegliere della propria vita.
Queste sono solo alcune delle anomalie che ci sono nel mio paese, cose che succedono quasi esclusivamente da noi. É uno strano paese, vero?