giovedì 14 aprile 2011

4 comportamenti da evitare su Facebook

Che Facebook sia una bella invenzione è un dato di fatto. Permette la comunicazione tra persone anche molto lontane, la condivisione, il divertimento, etc. Tutte cose molto positive.
Peccato che alcuni comportamenti di certi utenti facciano scappare la voglia di fare il login. Vediamo quindi le 4 cose da evitare per rendere Facebook un posto migliore.

  1. Scrivere in maiuscolo. Purtroppo pochi lo sanno, ma da sempre sul Web scrivere in maiuscolo equivale ad urlare. Vi piacerebbe che uno vi urlasse a squarciagola nell'orecchio per tutto il tempo?
  2. Scrivere i messaggi come sms. Ok, il tempo è tiranno. Ma non è questione di vita o di morte scrivere. Qualche lettera in più non la pagate e renderete leggibile a tutti il testo. Prvt a risp a qst msg se nn rsct a cap 1 cavolo.
  3. Condividere link sentimentali a raffica. Ragazzi, il sentimentalismo è una bella cosa. Ma proprio bella. Anzi ce ne vorrebbe di più. Ma non mi potete intasare le news di primi baci che non si scordano, odori di persone e ma quanto mi manchi, quando si va sul leggero. Dopo 12 link del genere in 10 minuti fate pentire le persone di avervi aggiunto.
  4. Richiedere l'adesione a gruppi o pagine assurde e/o inutili. Posso aderire al gruppo che mi proponete sul tonno verde a pois gialli, ma sinceramente non ne trovo l'utilità. Ho altro da fare, soprattutto se le inutilità di tale gruppo vanno ad aggiungersi in bacheca ai link di cui sopra.
In realtà sono solo le prime quattro che mi sono venute in mente, forse le quattro più eclatanti e noiose.

Secondo voi c'è da aggiungere qualcosa? Cosa vi da più fastidio su Facebook?

lunedì 11 aprile 2011

L'importanza del backup

Facciamo una prova? Chi non ha mai avuto problemi di file persi, danneggiati, dischi rotti et similia alzi la mano. Scommetto che le mani alzate sono pochissime, tutte di persone che non usano un computer o che l'hanno da poche settimane. Tutti prima o poi abbiamo avuto qualche problema di questo tipo, cercando poi modi assurdi per rimediare.
D'altronde gli errori su disco (umani e non) possono capitare e i supporti stessi sono soggetti ad usura e rottura. Ma dato che prevenire è meglio che curare, non si può fare qualcosa prima che ciò succeda? Certo! Il backup, ossia salvare i file da qualche altra parte. Vediamo due dritte.

Perché

Il perché è evidente: salvare i dati da eventuali danni o perdite. Però pochi danno la giusta importanza a quello che dovrebbe essere un'abitudine. Almeno fino a quando non succede qualche spiacevole inconveniente. Immaginate cosa possa portare la rottura di un disco durante la lavorazione di un documento molto importante come una tesi. O la perdita di tutte le fotografie che avete fatto. Vi assicuro che non è una bella esperienza.

Che cosa

Cosa dobbiamo salvare in un posto sicuro? Tutto ciò che abbiamo di importante, che non vogliamo perdere e/o non possiamo recuperare da altre fonti. Alcuni esempi?

  • Documenti. Sarebbero la prima cosa da salvare. Anche perchè tra i documenti  spesso ce ne sono di estremamente importanti. Quindi proteggiamo tutti i nostri file di testo, i fogli di calcolo, le presentazioni, etc.
  • File multimediali. Quanti ricordi nelle foto e nei video sul vostro disco, eh? A scanso di errori sarà meglio salvare anche quelli, con tutti i vari file multimediali.
  • File di configurazione. Può tornare utile salvare anche tutte quelle configurazioni che abbiamo faticosamente cercato per ottimizzare il nostro sistema. Ad esempio i file dei repository di Ubuntu, le configurazioni di Firefox o di Chrome.
Vedete voi cosa avete bisogno di salvare.

Dove

Bisogna ora decidere dove tenere i nostri file di backup. Tutto dipende dal tipo di file e dalla nostra disponibilità. Per quel che riguarda le fotografie e i video possono essere sufficienti alcuni DVD da masterizzare, magari organizzati per tipo, data, evento...
Per le altre cose non è detto però che sia sufficiente, nè come spazio nè come tipo di supporto. Non è semplice fare un DVD ogni volta che aggiornate qualcosa nel programma su cui state lavorando. In questo caso l'ideale sarebbe un disco rigido, ad esempio un bel disco USB. Ormai se ne trovano da 1 TB con un paio di centinaia di euro. Se i computer che amministrate sono più di uno, può tornare più utile un disco di rete, collegato alla porta Ethernet del vostro router e raggiungibile a tutti.
Se i file sono pochi e piccoli oppure li dovete condividere tra più computer, potete optare per un servizio di storage online come Ubuntu One o Dropbox.
Scegliete voi il supporto che più vi aggrada. E se volete un consiglio, meglio spendere un paio di centinaia di euro per un disco di rete che pentirsene in seguito.

Come

Anche il metodo può variare a seconda dei casi. Il semplice copia-incolla può essere più immediato, ma nel caso di tanti file può risultare lunghissimo. In tal caso è più utile un backup incrementale, come quello fatto da rsync e da Dropbox, ossia caricare (o scaricare) solo ciò che è stato aggiornato o aggiunto.
Se i pc sono molti vi può aiutare un sistema centralizzato come BackupPC, dove un server centrale fa i backup dei sistemi configurati.
Nel caso di progetti in fase di sviluppo vi può aiutare un Sistema di Controllo di Versione come CVS, SVN o il sempre più utilizzato GIT. Questi sistemi vi permettono di "tornare indietro nel tempo" se abbiamo fatto modifiche che possono risultare errate.
Una cosa che sconsiglio, per mia esperienza, purtroppo, è il fare mega-archivi compressi come backup. Un errore nella compressione può rovinare e rendere inservibile il backup stesso, annullando completamente i vantaggi che ne derivano. Meglio investire in un po' di memoria in più che economizzare e comprimere tutto, rischiando poi danni del genere.

Quando

Ecco la fatidica domanda: quando va fatto il backup? A questa domanda non c'è una risposta vera e propria. Dipende dall'utilizzo della macchina, dal numero di modifiche effettuate e dalla criticità del sistema stesso. Si può andare da una volta al mese per un computer casalingo poco utilizzato, fino ad anche 2 o 3 volte la settimana per un server importante. I servizi di Web Hosting fanno addirittura backup giornalieri dei dati.
Il consiglio più grosso che si può dare è di pianificare i backup e automatizzarli. La memoria umana e`poco affidabile, purtroppo.

Conclusioni

Il backup e`un'importante prevenzione da sfortunati incidenti con file e memorie varie. Tutti i dispositivi hanno una vita finita e sono soggetti ad usura ed errori. Senza considerare il fattore umano, come uno shift+canc di troppo.
Il backup non va mai sottovalutato. Va pensato, pianificato e, se possibile, automatizzato. Non farlo o farlo a caso può avere spiacevoli conseguenze.
E voi? Come organizzate il vostro sistema di backup? Sono ansioso di sapere le vostre risposte

giovedì 7 aprile 2011

De Mattei, Zichichi e la scelta delle cariche nella ricerca

Vengo a conoscenza giusto l'altro ieri dal fido Rudy Bandiera dell'infelice frase proferita dal vicepresidente del CNR (lo ammetto, un po' in ritardo, ma meglio tardi che mai, no?). Non voglio entrare nel merito della frase stessa, già di per sè infelice e fuori luogo, quanto sulla persona stessa di De Mattei e della sua posizione.
Il CNR è il nostro Consiglio Nazionale delle Ricerche, ossia l'ente che coordina tutte le ricerche italiane. Il vicepresidente è ovviamente la seconda carica più importante di tale ente. E De Mattei? Non lo conoscevo e così sono andato a cercarlo su Wikipedia, scoprendo che si tratta di uno storico italiano, fervente cattolico, noto per le sue prese di posizione contro l'Unione Europea, contro il riscontro neurologico della morte cerebrale, ma soprattutto contro l'evoluzionismo, contro l'omosessualità e, dulcis in fundo, contro il progressismo del Concilio Vaticano II e gli incontri interconfessionali di Assisi. Insomma, un conservatore ultra-cattolico, omofobo, un filino invasato e più volte ospite di Radio Maria. Della serie ¨Viva la coerenza¨. E ora la triste uscita sul terremoto in Giappone.
Mi sorge, a questo punto, spontanea la domanda: ma chi cavolo ce l'ha messo? Cosa c'entra una persona del genere con il CNR?
Ma poi mi viene in mente un illustre precedente: un certo Antonino Zichichi, noto pure lui per le sue idee antievoluzionistiche, diventato capo dell'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) dal '77 all'82. Per capire le sue idee basta ricordare una bella scenetta durante un convegno: dei ragazzi di Comunione e Liberazione impersonavano Gesù e i suoi discepoli che chiedevano all'amico Antonino di spiegargli come funziona l'Universo.
Corsi e ricorsi della storia? A volte c'è da chiedersi come vengano fatte certe scelte. Ma purtroppo c'è sempre qualcuno che le fa. Sapete, siamo in Italia.