lunedì 21 settembre 2009

Corsica. 16 settembre

Oggi, nonostante il tempo impietoso, si fa il gran giro: Isula Rossa, Calvi, Porto, Corti, Isula Rossa. Dopo una rapida visita al vicino lago e per un paio di paesini, giriamo la prua a Ovest e raggiungiamo Calvi che, a dir la verità, non ci ispira troppo. Non ci piacciono molto le città da vip, troppo turisiticizzate, preferiamo di gran lunga i posti più veri. Notiamo però la presenza costante di Cristoforo Colombo: Hotel Cristoph Colombo, Restaurant Colombo, Albergo Le Caravelle. Cerchiamo informazioni sulla guida e scopriamo che gli abitanti sono convinti che Cristoforo Colombo sia nato lì. Può anche essere possibile, considerato che all'epoca Calvi era territorio della Repubblica di Genova, ma di prove non ce n'è. Se consideriamo poi che considerando tutti i posti che rivendicano la natalità di Colombo, avremmo alcune decine di scopritori delle Americhe.
Alla fine di Calvi giungiamo al "ditino" della Corsica, la penisola della Revellata. Decidiamo di scendere e scopriamo un paesaggio strano, fatto di rocce chiare e tappeti di piante aromatiche dai molti colori, segnate dal vento. Col tempo così brutto è pure più suggestivo! Ripartiamo e proseguiamo sulla D81b, una strada stretta a picco sul mare, piena di punti panoramici meravigliosi come la stretta insenatura di Port'Agro, la baia di Nichiareto, Capo Cavallo con il suo faro, l'entroterra fino alla baia di Crovari, il valico sulla Punta di Ciutonne, il golfo di Galeria con Punta Rossa, la panoramica fino a Porto. Su questa strada si può vedere molto bene quanto sia varia la Corsica. A Calvi, spesso battuta dal vento (e dagli incendi) la vegetazione è fatta quasi solo di piante aromatiche e piccoli cespugli. Più si scende e più ci si trova immersi nei corbezzoli. Ai pascoli nell'entroterra di Galeria si susseguono ben presto gli enormi eucalipti fino a Porto.
Porto è una minuscola cittadina fatta di poche case e qualche villa. Purtroppo il tempo e il meteo non ci permettono di visitarla a fondo, così, dopo un incontro con un bellissimo asino, prendiamo la D84 che ci porterà fin quasi a Corti.
Nelle Gorges della Spelunca il paesaggio cambia subito (sotto ad una pioggia torrenziale). Iniziano subito gli alberi che noi conosciamo meglio, come i castagni e i faggi, mentre la strada sale lungo una vallata meravigliosa, con i monti circostanti pieni di cascate che non si sa bene da dove arrivino. Passato il paese di Evisa ci si getta nella Foresta di Aitone, fatta di pini altissimi, di quelli che ti fanno sentire una formichina minuscola, in mezzo qualche abete più piccolo, sebbene decisamenta alto. Fanno impressione quei tronchi dritti alti più di 20 metri. Finita la foresta, dopo l'incontro con svariate mucche e un gruppo di famelici maiali selvatici, la strada diventa sempre più stretta e incredibile. Ovunque guglie di roccia e pochissima vegetazione. Arriviamo al Col du Verghio e la mappa segna 1464 m. Da lì in poi è discesa.
Incontriamo la Station del Verghio con la loro volpe addomesticata e iniziamo a scendere lungo il Golo. Reincontriamo i pini della foresta di Valdu-Niellu e ben presto arriviamo alla strettissima strada a cui oramai siamo abituati. A sinistra pareti di roccia altissime, a destra un muretto bassissimo, se c'è, e poi il precipizio fino al fiume. Certo che con l'imbrunire fa tutto un'altro effetto. I chilometri iniziano a farsi sentire (soprattutto sulla schiena) e non vediamo l'ora di arrivare a Corti. Passiamo Calacuccia con il suo lago e il ponte di Castirla, fino ad arrivare fino alla N193 e quindi a Corti. Finalmente arrivati facciamo un breve giro serale (sono le 20 passate) e cerchiamo un posto dove mangiare, scoprendo "U Museu", un ottimo ristorante a ridosso della cittadella, dove si può mangiare cucina corsa ad un prezzo accessibile (con 20 euro a testa si mangia bene e parecchio, vino compreso) Ancora un giretto per corte e poi saliamo in macchina, dove io crollo in un sonno pesantissimo per poi risvegliarmi a casa. Totale km percorsi: almeno 305...