lunedì 12 ottobre 2009

Corsica. 19 Settembre (in ritardo)

Ultimo giorno di vacanza. Giorno di grandi lavori, pulizie e preparativi. Puliamo tutta la casa, da cima a fondo, e prepariamo i bagagli. Un saluto ai ragazzi di sopra, giusto il tempo di prendere un muretto con il parauti della macchina, caricare la roba e ce ne andiamo, seppur a malincuore. Prendiamo pane e acqua e il buttare l'immondizia ci permette di fare conoscenza con un simpatico ometto ultra-novantenne, Savelli, con cui chiacchieriamo e ascoltiamo un dialetto corso ben più vicino al nostro ligure. Attraversiamo Isula Rossa, vediamo (e salutiamo) in lontananza Ostriconi e ci buttiamo nel Deserto delle Agriates.
Quanto ci risulta familiare ormai la Corsica, sembra casa nostra. Mangiamo nel deserto sotto una lieve pioggerella, guardando timorosi i nuvoloni sopra Bastia. Finiamo la traversata e entriamo nella caotica San Fiurenzu, in cerca di cartoline e di una buca delle lettere, approfittando di un bar per un caffè (solito caffè annacquato alla francese) e per scrivere le ultime cartoline. Qui ci brasa un corso che attacca a chiacchierare, o meglio a raccontarci la sua vita, il suo negozio di vino, il suo '68 sulla Route des Anglais... Facendoci due domande su quanto vino venda e quanto ne beva riusciamo finalmente a ripartire, veloci e rapidi per riuscire a fare tutto in tempo e a non perdere il traghetto a Bastia.
Iniziamo la traversata del dito e subito ci troviamo a San Patrimonio, un paesino costellato di cantine e di cartelli di vendita diretta del vino. Il consiglio che ci hanno dato è di assaggiare quel vino, così ci fermiamo nella prima cantina che troviamo dove scopriamo un ottimo rosso, ma soprattutto il Muscat. 16 gradi color paglia per un vino che scende giù che manco te ne accorgi, con un gusto sconcertante dalla deliziosità. Poche bottiglie (incredibilmente), lo stretto necessario e ripartiamo.
La strada continua a salire tra vigneti meravigliosi e macchia mediterranea. Finalmente arriviamo al valico, spaventandoci un po' per quello che ci aspetta: verso Bastia un muro grigio di acqua. Arriviamo in città in mezzo ad un acquazzone e ci rendiamo conto di essere in iper-anticipo (strano per noi). Sono le 3 e abbiamo 3 ore prima del traghetto. Optiamo per gli ultimi acquisti nel vicino surf shop (anche qui esistono), le ultime cose necessarie e cerchiamo di avvicinarci all'imbarco, per trovarci imbottigliati nelle code in attesa che ci diano il via. Alle 19 partiamo, con un'ora di ritardo, salutando Bastia sempre più lontana, con un po' di magone in gola.
Dopo un viaggio all'insegna del sonno e del mal di mare per qualcuno, arriviamo alle 23:30 a Livorno, con una buona ora e mezza di ritardo. Ci incamminiamo verso Spezia con andatura tranquilla e rilssata. Alle 2 passate siamo a casa, per le valigie penseremo l'indomani