giovedì 20 maggio 2010

Soldati eroi? No, morti sul lavoro.

É notizia di questi giorni della morte di due soldati italiani in missione in Afghanistan. Non voglio disquisire sulla morte in sé di questi ragazzi, di per sé tragica e pur sempre triste. Però non ne posso più del bombardamento mediatico che ci fanno sopra, senza contare le strumentalizzazioni che scattano immediatamente (chissà come mai La Russa ha annunciato subito dopo l'invio di altri 4000 soldati). Li vogliono far passare per eroi, santi martiri in una missione di pace colpiti da un "vile attacco terroristico", a cui é dovuto il funerale di stato in pompa magna. Per carità, é triste che due persone siano morte così tragicamente, ma non esageriamo!

Innanzitutto sono lavoratori dipendenti stipendiati che volontariamente (o per necessità) hanno fatto una scelta di lavoro, esattamente come potevano diventare ingegneri, ricercatori, medici, panettieri o muratori, e come tali sono morti sul lavoro. Però a un operaio normale che muore schiacciato da un'impalcatura non fanno né tanto casino né cotanto funerale.

In quanto alla missione di pace vorrei far notare ai nostri governanti che la pace non si porta con i carri armati, i bombardieri e le truppe speciali. I soldati servono a fare la guerra, non la pace. Senza contare che il tutto va contro almeno un paio di articoli della costituzione (quasi sempre dimenticati dai nostri governi). Soldati armati fino ai denti in territorio straniero sono truppe d'occupazione. Non ho visto soldati che vanno dagli afghani e mettono baldanzosi fiori nelle loro armi. Tra l'altro mi viene in mente qualche motivo su questa occupazione (l'Afghanistan é ricco di petrolio ed é risaputo crocevia del commercio illegale di armi e droga).

Quanto ai "vili attacchi terroristici" vorrei chiedere ai nostri comandanti e governanti come pensavano di essere accolti una volta arrivati in territorio straniero armati fino ai denti con armi ipertecnologiche. Peraltro contro gente che ha qualche camion qualche kalashnikov e un po' di tritolo. Quando ha un mitragliatore o un bazooka é un residuato bellico russo di 40 anni fa. Vorrei anche ricordare come ci siamo liberati noi giusto 65 anni fa: con i fucili, gli esplosivi per i sabotaggi e la guerriglia, ossia con "vili azioni terroristiche".

A questo punto basta con l'ipocrisia e le strumentalizzazioni. Pace all'anima di quei due ragazzi, morti sul lavoro come centinaia di altri tutto l'anno, troppo spesso per lavori meno rischiosi.


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