mercoledì 29 luglio 2009

Il controsenso energetico italiano

In italia si sa, si fa sempre l'opposto di quello che è logico. E, essendo tempo di crisi mondiale, si sa anche che bisogna risparmiare. E cosa fanno i sottoposti del nostro Psiconano? Pensano bene di mettere su una mozione firmata da parlamentari PdL (Gasparri, Nania, Quagliarello e Dell'Utri tra questi), approvata in senato ieri, in cui si chiede di proseguire nell'"attuazione del piano energetico nazionale", leggi il nucleare, destinando ad esso "tutte le possibili risorse, comprese quelle dei fondi non attivati per l'incentivazione di energie ritenute non proficue". Tra queste ci sono ovviamente le energie rinnovabili, tra cui quelle per il solare termodinamico, tirato fuori dal nostro Carlo Rubbia e in mano ad aziende italiane che operano nel mondo, come negli USA, in Spagna, etc.
Questa nuova possibilità, considerata un'enorme possibilità da una buona parte della comunità scientifica, consiste nell'usare delle file di grandi specchi per scaldare acqua a grande temperatura e poi con il vapore in pressione muovere turbine. Energia infinita (almeno per il resto della vita del nostro sole, 4 miliardi di anni e passa) in grandi quantità.
Cosa facciamo noi invece? Ci buttiamo nel nucleare. A conti fatti sembrerebbe che il nucleare costi di meno, 2 centesimi al kWh, contro i 10/11 (presto si abbasseranno a 6) del solare termodinamico. Chi fa questi conti però non considera la costruzione della centrale nucleare. Nemmeno lo smaltimento delle scorie (costosissimo e per ora possibile solo per i due tipi meno radioattivi). Una centrale nucleare poi ha una vita finita, di alcune decine di anni, dopo le quali va smantellata, e per smantellare le nostre si è stimato un costo di 2 miliardi di euro, e non le smantelliamo perchè non ci sono i soldi. Un esempio di questi costi? La centrale USA di Maine Yankee. Negli anni 60 è stata costruita con l'equivalente odierno di 231 milioni di dollari. Da poco ha finito il suo ciclo produttivo e sono stati stanziati 635 milioni di dollari.
Inoltre, che io sappia, non abbiamo grandi quantità di combustibile nucleare in Italia, e quindi dovremmo assogettarci a potenze straniere come già facciamo con petrolio e gas (e energia elettrica). In questo aggiungiamo i problemi di sicurezza, la controllabilità comunque finita della fissione nucleare e il fatto che in italia abbiamo una fantastica capacità nel costruire le cose importanti molto male (Vedi vicende Impregilo)
Siamo sicuri che sia davvero così economico il nucleare?
(I dati e le informazioni le ho prese da quel che so, avendo seguito un poco la faccenda e un convegno di Rubbia e dai siti
http://www.ecoage.it/energia-nucleare-costi.htm
http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article65)
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