mercoledì 1 settembre 2010

Twitter e la sua nuova interfaccia mobile: miglioria o danno all'usabilità?

Non sono molti, purtroppo, i frequentatori del web mobile, vuoi perché non ne hanno la necessità, vuoi perché la situazione italiana delle tariffe non ne incentiva l'utilizzo. É quindi passata pressocché inosservata ai più il cambiamento grafico della versione mobile di Twitter, la versione per cellulari della famosa piattaforma di microblogging. Tutto bello, tutto azzurro. Semplici pulsanti portano alla lista delle risposte, dei messaggi etc. Insomma, sembrerebbe un ottimo lavoro di buon CSS applicato alle interfacce mobili.
La prima volta che me ne sono accorto navigavo con il mio fido Nokia 770, sfruttando la mia connessione wifi. Con un processore ARM da 200 Mhz e 64 MB di RAM nessun intoppo, sembrava solo un'ottima miglioria a un già ottimo servizio. I problemi sono arrivati quando ho provato ad andare sul sito con il mio cellulare, un piccolo ma indistruttibile Nokia 2600c, un cellulare con funzioni base e pochi fronzoli, collegato tramite la normale connessione gprs. Il download é stato di per sé abbastanza veloce, molto simile alla versione precedente, ma l'elaborazione della pagina diventa un'impresa, quasi una prova di stress del processore da quanto é lunga. Un tempo talmente lungo che diventa estenuante persino arrivare a leggere solo i messaggi più recenti, figuriamoci navigare il sito.
La versione mobile del web é nata per poter essere utilizzata da tutta una serie di dispositivi mobili dalle limitate prestazioni. Twitter mi pare però che abbia dimenticato questa cosa, o quantomeno che non esistono solo Iphone e simili. Anzi, solitamente per questo tipo di sistemi esistono applicazioni che rendono inutile l'accesso al sito stesso.
Nel caso del mio cellulare le uniche opzioni sono state o cercare un'applicazione j2me, quando e se funzionano, oppure inibire la visualizzazione delle immagini, migliorando fino ad un livello decente la situazione.
E meno male che il web mobile avrebbe portato Internet nelle tasche di tutti. Meno male che non tutti i siti hanno una situazione simile...