venerdì 26 novembre 2010

Guadagnare da casa con il Paid to Write e il Revenue Sharing

Guadagnare stando comodamente seduti al calduccio della propria casetta, magari sdraiati sul divano con il computer sulle ginocchia, solo tenendo un blog e scrivendo testi che ci piacciono. Cosa vorreste di più? In altri paesi ciò è possibile, magari difficile e non immediato, ma possibile. C'è chi guadagna qualcosina ma anche, pochi casi, chi ci vive di ebooks, blog e pubblicità. In Italia tutto ciò è quasi fantascienza, un sogno irraggiungibile per noi.
In realtà qualcosa ci possiamo guadagnare pure noi con i nostri blog. Il metodo più semplice è, ovviamente, mettere delle pubblicità, ma per funzionare bisogna avere molte visite, e quindi via con la mega-faticaccia di SEO etc... E poi ci sono tanti argomenti che ci piacciono, ma che risulterebbero fuori luogo nel nostro blog, e non è semplice gestire un nuovo blog ogni volta.

Ed entra in gioco il Paid to Write


Se vi piace scrivere, non avete tempo e/o conoscenze per sviluppare un blog per ogni argomento e volete monetizzare il tutto potreste tentare il "Paid to write", in particolare il "Revenue sharing". Si tratta fondamentalmente di scrivere articoli per altri blog o siti e ricevere una percentuale, solitamente alta (dall'80% in su), sulle entrate pubblicitarie. I requisiti essenziali sono pochi (e se state leggendo questo blog li avete): un computer e una connessione a Internet. In realtà vi basta semplice carta e penna, se poi ricopiate tutto al computer appena avete tempo (come faccio io abitualmente). Un buon complemento a ciò sono lo scrivere in italiano corretto, un po' di tempo da passare ad informarsi e un minimo di conoscenze SEO per aumentare le visite (sono in realtà pochissime basi che si trovano su molte guide in rete).

Come funziona?


Il sistema è molto semplice. Ci si iscrive al sito, in modo da poter scrivere gli articoli. La maggior parte dei siti utilizza l'ottimo Google Adsense per la pubblicità, quindi è sufficiente iscriversi al servizio e comunicare al blog di turno il proprio codice Adsense. In questo modo sotto ai vostri articoli comparirà la pubblicità di Adsense e voi riceverete una percentuale sul gudagno per ogni click sui link. In questo modo il pagamento arriva direttamente da Google, eliminando il problema al gestore del sito e assicurando voi stessi sul pagamento stesso.

Quanto ci si guadagna


Per la verità ero abbastanza scettico sulla cosa. Leggendo qua e là ho però visto qualche numero concreto. Sfatiamo subito le illusioni: non ci si campa. Il guadagno medio è di circa 6 € ad articolo. Scrivendo un articolo al giorno, tutti ben impostati e seguendoli un minimo, si può arrivare a guadagnare un centinaio di euri al mese.
Ho sentito dire di singoli articoli da alcune centinaia di dollari, ma sono botte di fortuna. Al massimo ci si può ricavare un aiutino. La cosa favorevole è che l'articolo rimane online per tutta la vita del sito e quindi può farvi guadagnare potenzialmente per tutto questo tempo.

I pro e i contro


Ovviamente ci sono vantaggi e svantaggi di questo sistema. I primi sono principalmente:
  • Non servono grandi conoscenze
  • Non si va ad influenzare i blog che avete già. La moltitudine di argomenti è risaputo che influenza negativamente il numero di visite, meglio 1 o 2 al massimo.
  • Il grosso del lavoro di ottimizzazione del sito è già stato fatto, si spera, dai gestori stessi, permettendovi di pensare solo al vostro articolo
  • C'è la possibilità di porre link, aiutando quindi un eventuale link building al vostro sito
D'altra parte i contro sono:
  • Ci vuole comunque un minimo di tempo per ottimizzare l'articolo e pubblicizzarlo a dovere su Facebook et similia. Questo tempo potrebbe essere impiegato in un blog come si deve
  • Il guadagno non è nè certo nè immediato. A seconda di tanti fattori un singolo articolo può fruttare decine di euro come pochi spiccioli

Il mio inizio


Per quanto mi riguarda mi sono iscritto da poco ad un sito di questo tipo (Digikomp), ma penso sia meglio averne almeno un paio. Il primo articolo è ora in fase di revisione, fattore tutto umano. Anche le mie conoscenze sono poche, sono solo agli inizi e quel che ho scritto in questo articolo è solo un sunto di quel che si trova in rete. Spero con il tempo di migliorarmi sia da pagato che con i miei blog.

Conclusioni


Nonostante alcuni blogger professionisti sconsiglino questo tipo di lavoro, io non mi sento, per ora, di darlo per inutile. È un buon inizio e un buon banco di prova dopotutto. E poi non è così male, di questi tempi soprattutto, guadagnare due soldini in più facendo ciò che piace