venerdì 10 agosto 2012

Le due facce dello sport #AlexSchwazer #JosefaIdem

Siamo in periodo di eventi sportivi, con le olimpiadi Londra 2012 in pieno svolgimento. E, come succede solo ogni 4 anni scopriamo che ci sono anche altri sport oltre al calcio. E vediamo anche le due facce dello sport, impersonate da due nostri atleti di spicco: Alex Schwazer e Josefa Idem.
Alex Schwazer è il classico talento bruciato da troppo giovane. Una carriera brillante in uno sport, la marcia, che io amo particolarmente da ex-marciatore. Uno sport difficile, duro, impegnativo, terribile ma allo stesso tempo meraviglioso. Alex raggiunge risultati notevoli senza quella componente essenziale per l'atletica che è l'appartenenza ad un corpo militare. I carabinieri lo vedono e lo prendono immediatamente. Poi un anno o due fa un ostacolo: si ritira ad una gara importante. Può essere una batosta terribile per la psiche (sempre per esperienza). In quel momento devi riuscire a mantenere la forza ed aggrapparti alla tua passione per andare avanti. Ma Alex non ci riesce e allora la passione diventa incubo. Le pressioni e le aspettative esterne sono tante. Alex vuole tornare ad essere quello che era. La vita però è fatta a bivi, una strada facile e sbagliata e una difficile ma giusta. Alex avrebbe dovuto scegliere il sudore, ma sceglie l'EPO. Viene scoperto e radiato. Brillante carriera finita. Olimpiadi saltate. Lacrime e disonore.
Josefa Idem è l'altra faccia della medaglia. Raggiunge le olimpiadi nel 1984. Da allora partecipa a tutte le edizioni. Una carriera lunga e meravigliosa, fatta di kilometri sul suo kayak, pagaiate, sudore e fatica, ma anche di enormi soddisfazioni. Una carriera pulita dove vince tutto il vincibile. Si ritira a quasi 48 anni dopo un'ottima finale di K1 a Londra 2012, dove non prende medaglie ma ottiene comunque un ottimo quinto posto. 28 anni di olimpiadi, tanti premi, tante soddisfazioni, frutto di tanta fatica e tanto sudore.
Lo sport dovrebbe essere fatto con solo una faccia, quella di Josefa Idem e tanti sportivi come lei. Purtroppo c'è anche l'altra faccia della medaglia, quella di chi sceglie, per un motivo o per l'altro, di barare, di scegliere una via più facile ma terribilmente più pericolosa. E non è giustificabile.