martedì 29 settembre 2009

Viaggio in Corsica. Le conclusioni

Corsica. Allo stesso tempo famigliare e aliena. Un'isola in cui ti senti presto come a casa e allo stesso tempo ti rendi conto di quanto sia profondamente diversa dai nostri posti. Ti fai un bel tratto di strada che sembra il nostro entroterra, giri l'angolo e sei in un'ambiente dolomitico. Qualsiasi cosa cerchiate (spiagge o monti, posti turistici o paesini sperduti) la Corsica é da conoscere, una visita ve ne fa innamorare. Una settimana é poca per conoscerla, ma é bastata per sentirne subito la mancanza, persino tuttora.
Qualche consiglio sparso per chi si avventura in Corsica? Li butto giù come mi vengono.
- Occhio alle cose importate. Ci sono molti prodotti italiani, come pasta, tonno, ma spesso vi troverete a pagare anche il doppio di quanto costa in Italia. Accontentandosi magari un poco si possono trovare prodotti almeno francesi che costano molto meno. Anche un quarto. Fare la spesa non é carissimo, se fai prima un giro di prezzi.
- Se andate in moto o in macchina occhio ai dossi! Spesso sono dello stesso asfalto della strada con una segnaletica orizzontale non sempre visibile e un segnale verticale a cui consiglio vivamente di fare l'occhio.
- Lo sport nazionale dei corsi é il guidare alla Fast & Furious. Andate piano, rispettate i limiti e state all'occhio avanti e dietro. Quando potete accostate e lasciateli passare. In curva l'ormai anacronistico suonare il clacson é consigliato. Sono abituati all'inverno con strade vuote e non cambiano atteggiamenti d'estate. Inoltre gli autovelox mobili sono spesso ben nascosti.
- Occhio agli animali e alle persone. Sono parecchie le lapidi commemorative e i cadaveri di animali in strada. Inoltre spesso troverete mucche o altri animali liberi sulla strada, specie nell'entroterra.
- La lingua ufficiale é il francese, ma solitamente parlano bene pure l'italiano. Anzi, é successo più volte che passino da una faccia da "puzza al naso" a una socialità incredibile alle prime parole in italiano.
- La Corsica é tutta bella ed é tutta da girare. Per non esagerare con le cose che si vogliono fare e rischiare di non fare nulla, chiedere consigli ad amici che ci sono stati non é una cattiva idea. Anche armarsi di una buona guida é una bella idea. Noi ci siamo trovati piuttosto bene con la Routard (grazie Enri per il consiglio :) ), non costa molto, lascia buono spazio alla voglia di scoperta e dà buoni consigli.
- Non fate i pigri, spesso le spiagge più belle necessitano di un po' di camminata, sempre piacevoli e tra paesaggi incantevoli. La macchina o la moto sono utili, per carità, ma la Corsica vale la pena di vederla con calma, a piedi! E le possibili passeggiate sono notevoli e di ogni difficoltà.
- Normalmente le spiagge sono libere, e non si paga nulla, nemmeno per il parcheggio. Qualcuna però sì. Non facciamo gli italiani facendo discorsi o evitandole, il costo é irrisorio e senza limite di tempo. Serve a loro che campano di turismo e a preservare le spiagge, e vi assicuro che i 2,50 € non li rimpiangerete una volta arrivati.
- Non pensate troppo di stimare i tempi di percorrenza in auto o in moto dai chilometraggi presenti sulle cartine, per percorrere 60 km potreste impiegare mezzoretta come più di due ore.Un ultimo consiglio: guardatevi intorno! Spesso vedrete particolari e dettagli sempre nuovi. Comprese meravigliose cappelle in punti panoramici fantastici (la tradizione vuole che i morti debbano avere un bel panorama da vedere).
É proprio vero, la Corsica rimane nel cuore. Penso proprio che un ritorno sarà necessario, sia per me che per la Nà. Come dicevamo mentre la nave si allontanava da Bastia: arrivederci Corsica!

lunedì 28 settembre 2009

Corsica, 18 settembre

Visto che la partenza si avvicina decidiamo di fare un giro per Isula Rossa per ritirare due soldi dal bancomat e cercare cartoline e souvenir. Trovato un accesso wifi "gratuito" (5 euro a connessione senza limite di tempo, mentre sul sito dove avevo cercato diceva che era gratuito) carico due soldi sulla carta ricaricabile e, ancora con il bruciore dietro per la fregatura, vado verso uno sportello bancomat. Finita la burocrazia ci rendiamo conto che i negozi sono appena chiusi e quindi decidiamo di fare un giro sull'Isula Rossa, pranzare e partire verso Corti.
Nonostante ci siamo già stati due sere fa, dobbiamo ammettere che ne é valsa la pena di tornarci di giorno. Un bellissimo paese, ricco di vita con una cittadella fortificata in cima ad una rupe. Parcheggiamo e ce ne andiamo a prendere un caffè. É proprio vero, se vuoi sentire e vedere la vera vita autoctona di un posto, lungi da te i posti turistici. Siamo entrati in un bar-bettola di un vecchio col sigaro in bocca e la tuta da meccanico e subito riceviamo un saggio di dialetto corso stretto. O meglio, non capiamo un belino di quello che si dicono gli avventori del bar, ma almeno sentiamo il famoso corso. Un misto di parole di dialetto genovese, u finali e cadenza sarda e neologismi francesi. Un miscuglio assurdo da cui si capiscono 3 parole ogni 10-12... Visita alla cittadella, ricerca di cartoline e souvenir da portare a casa e poi ci tocca ripartire verso casa, non prima di passare dal vicino Casino (un supermercato) per comprare provviste per l'indomani e lonzu e Pietra.
La vacanza sta per finire e, dopo una veloce cena e la conoscenza dei nuovi ragazzi arrivati di sopra, ci buttiamo nei preparativi. Domani si parte... Sigh...

Corsica, 17 settembre

Dopo i soliti preparativi siamo andati a Isula Rossa in cerca di cartoline, per poi metterci in strada. Direzione: il deserto delle Agriates. Penso che, dopo le gole e i canyon dell'entroterra, il deserto sia uno dei luoghi più suggestivi della Corsica, o perlomeno uno dei posti dove meglio si capisce la fatica dell'isola.
Le Agriates sono una serie di colline piene di sassi e rocce. Non é un vero deserto, visto che c'é l'acqua, la vegetazione (seppur bassa), gli animali e pure qualche abitazione e ristorante in prossimità delle spiagge più importanti. Eppure si capisce molto bene lo spirito spoglio dell'isola, dove tutto costa sudore e fatica (almeno fino a qualche decina di anni fa). Fermandoci a mangiare scopriamo un uliveto con alcuni ruderi di abitazioni. Una casa, un forno a legna, una stalla o una dispensa, più in giù qualche edificio più piccolo, forse dei magazzini. Osservando la stalla si può vedere la tecnica di costruzione del tempo, povera ma funzionale. Spessi muri a secco con poco fango o malta, spessi rami induriti col fuoco ricoperti da una spessa coltre di terra come tetto.
Finito il cibo e fatte alcune fotografie (che bello il ritorno della voglia di fotografare dopo tanto tempo) continuiamo a percorrere il deserto fino a giungere a San Fiurenzu (San Florent alla francese) per poi risalire il dito fino a Nonza, un paesino arroccato in cima ad uno sperone di roccia, con una torre di difesa nera come la lunghissima spiaggia sottostante. Se ci si affaccia si scorgono moltissime scritte e disegni fatti con sassi bianchi sui neri ciottoli della spiaggia. Rapido giro con la maschera e ci avviamo di nuovo verso il deserto, per vederlo dipinto dai colori del tramonto. Spettacolare!

lunedì 21 settembre 2009

Corsica. 16 settembre

Oggi, nonostante il tempo impietoso, si fa il gran giro: Isula Rossa, Calvi, Porto, Corti, Isula Rossa. Dopo una rapida visita al vicino lago e per un paio di paesini, giriamo la prua a Ovest e raggiungiamo Calvi che, a dir la verità, non ci ispira troppo. Non ci piacciono molto le città da vip, troppo turisiticizzate, preferiamo di gran lunga i posti più veri. Notiamo però la presenza costante di Cristoforo Colombo: Hotel Cristoph Colombo, Restaurant Colombo, Albergo Le Caravelle. Cerchiamo informazioni sulla guida e scopriamo che gli abitanti sono convinti che Cristoforo Colombo sia nato lì. Può anche essere possibile, considerato che all'epoca Calvi era territorio della Repubblica di Genova, ma di prove non ce n'è. Se consideriamo poi che considerando tutti i posti che rivendicano la natalità di Colombo, avremmo alcune decine di scopritori delle Americhe.
Alla fine di Calvi giungiamo al "ditino" della Corsica, la penisola della Revellata. Decidiamo di scendere e scopriamo un paesaggio strano, fatto di rocce chiare e tappeti di piante aromatiche dai molti colori, segnate dal vento. Col tempo così brutto è pure più suggestivo! Ripartiamo e proseguiamo sulla D81b, una strada stretta a picco sul mare, piena di punti panoramici meravigliosi come la stretta insenatura di Port'Agro, la baia di Nichiareto, Capo Cavallo con il suo faro, l'entroterra fino alla baia di Crovari, il valico sulla Punta di Ciutonne, il golfo di Galeria con Punta Rossa, la panoramica fino a Porto. Su questa strada si può vedere molto bene quanto sia varia la Corsica. A Calvi, spesso battuta dal vento (e dagli incendi) la vegetazione è fatta quasi solo di piante aromatiche e piccoli cespugli. Più si scende e più ci si trova immersi nei corbezzoli. Ai pascoli nell'entroterra di Galeria si susseguono ben presto gli enormi eucalipti fino a Porto.
Porto è una minuscola cittadina fatta di poche case e qualche villa. Purtroppo il tempo e il meteo non ci permettono di visitarla a fondo, così, dopo un incontro con un bellissimo asino, prendiamo la D84 che ci porterà fin quasi a Corti.
Nelle Gorges della Spelunca il paesaggio cambia subito (sotto ad una pioggia torrenziale). Iniziano subito gli alberi che noi conosciamo meglio, come i castagni e i faggi, mentre la strada sale lungo una vallata meravigliosa, con i monti circostanti pieni di cascate che non si sa bene da dove arrivino. Passato il paese di Evisa ci si getta nella Foresta di Aitone, fatta di pini altissimi, di quelli che ti fanno sentire una formichina minuscola, in mezzo qualche abete più piccolo, sebbene decisamenta alto. Fanno impressione quei tronchi dritti alti più di 20 metri. Finita la foresta, dopo l'incontro con svariate mucche e un gruppo di famelici maiali selvatici, la strada diventa sempre più stretta e incredibile. Ovunque guglie di roccia e pochissima vegetazione. Arriviamo al Col du Verghio e la mappa segna 1464 m. Da lì in poi è discesa.
Incontriamo la Station del Verghio con la loro volpe addomesticata e iniziamo a scendere lungo il Golo. Reincontriamo i pini della foresta di Valdu-Niellu e ben presto arriviamo alla strettissima strada a cui oramai siamo abituati. A sinistra pareti di roccia altissime, a destra un muretto bassissimo, se c'è, e poi il precipizio fino al fiume. Certo che con l'imbrunire fa tutto un'altro effetto. I chilometri iniziano a farsi sentire (soprattutto sulla schiena) e non vediamo l'ora di arrivare a Corti. Passiamo Calacuccia con il suo lago e il ponte di Castirla, fino ad arrivare fino alla N193 e quindi a Corti. Finalmente arrivati facciamo un breve giro serale (sono le 20 passate) e cerchiamo un posto dove mangiare, scoprendo "U Museu", un ottimo ristorante a ridosso della cittadella, dove si può mangiare cucina corsa ad un prezzo accessibile (con 20 euro a testa si mangia bene e parecchio, vino compreso) Ancora un giretto per corte e poi saliamo in macchina, dove io crollo in un sonno pesantissimo per poi risvegliarmi a casa. Totale km percorsi: almeno 305...


Corsica. 15 settembre

La mattina la passiamo a cercare un accesso wifi (sigh, invano) e intanto cerchiamo i primi souvenir. Dopodichè, via alla ricerca di una spiaggia sempre nuova. Una cosa bella della Corsica, almeno della costa Nord, è che se vuoi cambiare spiaggia, basta 5-10 minuti di macchina e sei subito alla successiva. Capitiamo quindi a Ghjunchitu, una lingua di sabbia subito a ovest di Bodri, forse un poco meno bella e piccola, ma molto simile. Il maltempo che nel frattempo imperversava in Italia arriva anche in Corsica e fa scappare tutti in fretta e furia. Optiamo per un mezzo pomeriggio di relax in casa per poi mangiare presto e uscire un po' la sera per Isula Rossa la sera. Purtroppo però il tempo non fa che peggiorare e quindi spesa veloce al Casinò in chiusura, puntata al punto internet per un paio di commissioni e alle 21 a casa. Ce ne andiamo a nanna presto perchè abbiamo idee bellicose per l'indomani.


Corsica. 14 settembre

Fatta colazione e ramazzato casa ci siamo tuffati nella caotica Isula Rossa del lunedì mattina. La strada principale simile a C.so Europa a Genova la mattina alle 8, ma con solo una corsia per direzione e molti più incroci. Finalmente riusciamo ad arrivare al vicino Leclerc per fare un po' di spesa, questa volta stando più attenti ai prezzi. All'uscita ci rendiamo conto che è quasi mezzogiorno e forse conviene andare a mangiare a casa, per poi riscappare alla volta di una nuova spiaggia. Date le condizioni marine (sbatteva parecchio sugli scogli, sigh, senza onde però :( ) optiamo verso spiagge di sabbia. Dopo aver bocciato la turistica Algajola e la portuale Marina di S. Ambrogio (almeno pensiamo fosse quella) scegliamo di andare a Bodri, una spiaggia bianca lunghissima con un'acqua cristallina, nonostante il movimento delle onde e il fondale veramente basso. Qualche onda con il body (o meglio tentativo, visto che c'era mezzo metro scarso con tantissimo vento) e poi siamo andati a rifocillarci con un'ottima crèpe alla nutella nel bar di legno sulla spiaggia. Cambiati al volo schizziamo verso Algajola per andare a mangiare alla Vecchia Cava, un bellissimo ristorante dove si può mangiare un'ottima cucina corsa a prezzi nella media. La loro specialità sono però le pierrades. In pratica il cliente decide di cosa la vuole, se di pesce, verdura, 3 tipi o 5 tipi di carne, e loro ti portano un piatto con la pietanza cruda e il contorno e una pietra ollare caldissima. Un po' di sale sulla pietra e via a cucinare e a provare le ottime salsine. Un bel mix di 5 carni e mezzo litro di vino per uscire entrambi felici e contenti.


Corrsica. 12 e 13 settembre

Luoghi nuovi, paese nuovo, avventura nuova. Ieri finalmente siamo partiti alla volta della Corsica, io e la Nà soli. Ci siamo alzati molto prima dell'alba per arrivare a Livorno alle 7:30, pountuali come orologi per il termine ultimo del check in, per poi partire con almeno 20 minuti di ritardo. Dopo aver attraversato il buon vecchio Tirreno, sfiorando Gorgona e Capraia (con annessi giri per il traghetto e nostalgie in sala giochi), siamo arrivati a Bastia. Una città dalle molte facce. Un po' Portovenere, un po' centro storico di Genova con le sue case alte e strette, un po' Rapallo con le sue modernità, un po' Montecarlo con i suoi tunnel. E a Bastia abbiamo avuto anche il primo impatto con l'acqua corsa, limpida persino in porto.
Dopo un rapido panino al CocoVert, accompagnato dall'ovvia Pietra, e un ancor più rapido giro per Bastia abbiamo preso la macchina e siamo partiti per Santa Reparata di Balagna, il nostro campo base, passando per Borgo, Casamozza, Ponte Leccia, Lozari e Ile Rousse.
Quante facce ha la Corsica. La turistica benchè antica Bastia, la carrellata di rotonde e supermercati fino a Casamozza, il nulla dei piccoli paesini nella valle del Golo, le colline e i lontani picchi della N1197 fino a Ostriconi, il mare e le spiagge della csosta nord.
Bagno veloce sulla scogliera dopo una spesa al supermercato e via verso la casetta. Indicazioni alla mano siamo arrivati in cima a S. Reparata dove abbiamo trovato la casa e il primo problema. La Nà ha pensato bene di fare manovra con la Twingo in cima a una discesa di fronte alla casa, a fianco all'entrata del giardino quando si è accorta che non teneva il freno a mano tanto era ripida la salita (e manca poco mi mette sotto per questo). Fortunatamente alla fine della discesa sterrata c'era un cancello e quindi con un paio di manovre da Jeep Wrangler siamo riusciti ad uscirne. Cena a base di pomodoro tonno e insalata, chiacchierata con gli inquilini di sopra e via per un sonno tanto atteso quanto indispensabile, con alle spalle quasi 3 ore di auto per 160 km e 4 ore e mezza di traversata in traghetto
La mattina dopo ci svegliamo all'alba, con il sole che sorge dalla finestra, e possiamo finalmente renderci conto di dove siamo. Santa Reparata è un paesino simile ai nostri paesi di collina. poche case nel verde, due alberghetti di cui uno che fa da ristorante e da bar, un panificio senza tanti fronzoli, una chiesetta e poco altro. Da una parte il mare e dall'altra la brulla campagna corsa e un lago artificiale.
In 10 minuti di macchina tra i campi (e le pelli di cinghiale essiccate al sole) arriviamo alla ben più turistica Isula Rossa. La nostra meta è Asco e il Monte Cinto. Con i Guns nello stereo ce ne andiamo tranquilli sulla strada, continuamente superati da macchine corse. Qui, almeno sulle statali e sulle strade più scorrevoli, il limite spesso è dei 90 km/h, ma loro vanno molto di più, superando con manovre degne di Dominique di Fast & Furious. Dei pazzi! Un'altra particolarità delle strade corse è la segnaletica. Le indicazioni sono bilingue, in francese e in corso, con la scritta in francese spesso cancellata.
Arrivati quasi a Ponte Leccia si gira a destra e ci si infila nella valle dell'Asco. Qui le dolci colline lasciano ben presto il posto alle ripide gole di un canyon e ad una strada strettissima e tortuosa a picco sul precipizio. Di sotto un fiume come quelli che si vedono solo nei poster, costellato di enormi massi tondi di granito rosa e grigio. Anche qui una piccola sorpresa. Venendo in Corsica mi aspettavo di vedere quasi solo pecore e capre, e invece finora ho visto solo mucche. Piccole e magre, con comportamenti da capra: le vedi spesso mangiare rovi arrampicate sui pendii rocciosi, molte libere lungo la strada.
Dopo aver passato il paesino di Asco la strada continua a salire fino ad arrivare agli impianti sciistici del Monte Cinto. Il monte più alto della Corsica, con i suoi 2712 m, è una presenza costante lungo la strada, ma mai ci si rendo conto delle sue reali dimensioni come stando ai suoi piedi. Abbiamo preso il sentiero che porta al monte e alla prima radura ci siamo fermati a mangiare e ad ammirare il panorama. Il monte Cinto è un muro di roccia ripidissima dalle molte guglie. In molti punti c'è ancora neve e rigoli d'acqua scendono costantemente a gonfiare l'Asco. Foto di rito a uno dei pini secolari, caffè al bar (uno dei pochi caffè buoni presi finora in Corsica) e di nuovo sulla via del ritorno, dopo una piccola sosta al fiume, verso Ostriconi.
Ostriconi è assolutamente mozzafiato. Una spiaggia lunghissima, pochissime persone, una sabbia bianchissima, alle spalle le duna, a est il Deserto delle Agriates e a ovest il profilo dell'Isula Rossa, un mare che così azzurro non me lo ricordo se non in cartolina. Provo a immergermi per fare un po' di apnea, mentre la Nà si prende un po' di sole. Apnea qui si fa in orizzontale, visto che la profondità massima che ho visto è 2 metri e mezzo. Ma già a questa profondità qui puoi giocare nientemeno che con le razze! Ebbene sì, in mezzo a banchi di foglie di poseidonie sedimentati sul fondo pascolano tranquilli banchi di mormore e razze poco più grandi della mia mano. Si fanno persino quasi toccare. Il non aver messo di muta non è stata una buona idea e dopo un 20-30 minuti sono già fuori con l'asciugamano indosso.
La sera pasta aglio olio e peperoncino e nanna presto, dopo essermi addormentato a scrivere queso riassunto di due giorni di vacanza.


venerdì 11 settembre 2009

Preparativi per la partenza in corso

Non mi ricordavo così faticoso il preparare le valigie. Ebbene sì, quest'anno il sottoscritto se ne va in vacanza. Una settimana sulla costa nord-ovest della corsica con la sua bella, all'insegna del mare, del sole (spero), delle possibili onde o dell'apnea a seconda delle condizioni marine, ma soprattutto del relax.
Non mi ricordavo però la faticaccia dei preparativi. Decidere i vestiti da portarsi via, cercare le cose, svolgere commissioni varie, ricordarsi le cose. Frenesia pura. Ma tra poche ore saremo finalmente in viaggio... E la fatica e la stanchezza saranno ampiamente ripagati. A presto gente. E buona notte a tutti!