lunedì 29 novembre 2010

Agenzia per il lavoro paradossale

Venerdì siamo andati con la mia ragazza a fare un giro in cerca di lavoro. Di questi tempi non fa mai male farsi due soldini, considerato che abbiamo entrambi finito i corsi universitari e dobbiamo solo dare esami. Quindi siamo andati al Centro per l'Impiego di La Spezia alla ricerca di annunci e possibilità. Tra i tanti un bell'annuncio desta la mia curiosità di appassionato di programmazione, quindi mi segno l'indirizzo dell'agenzia per il lavoro che ha messo l'annuncio e parto in cerca di informazioni. Raggiunto il portone suono, speranzoso di ricevere qualche ulteriore notizia. Mi apre una signorina che al mio buongiorno risponde:
Buongiorno. L'agenzia non è aperta al pubblico. Per inviare il curriculum qui ci sono i recapiti.
Un gentile arrivederci, un foglietto in mano e chiude la porta. Non sono andato oltre ad indagare e me ne sono tornato allo scooter.
Ora, non voglio entrare nel merito della gestione di un'agenzia per il lavoro, ma mi pare assurdo che non sia aperta al pubblico. Penso di chiedere ugualmente per email di questo lavoro (è molto interessante per me), ma di certo non mi pare il modo di trattare. I clienti di un'agenzia per il lavoro sono non solo le aziende che commissionano l'annuncio, ma anche il "pubblico" che risponde all'offerta. Ma se tale agenzia è "chiusa al pubblico" come cavolo fa? Manco da dire che fosse tardi, erano le 11:30 del mattino, non le 13 passate. Già il mondo della ricerca del lavoro mi lascia un po' scettico, ma certe cose mi sembrano paradossali.
E voi? Brutte esperienze con le agenzie per il lavoro? Raccontate e commentate gente, la condivisione di esperienze aiuta ad evitare le brutte sorprese

venerdì 26 novembre 2010

Guadagnare da casa con il Paid to Write e il Revenue Sharing

Guadagnare stando comodamente seduti al calduccio della propria casetta, magari sdraiati sul divano con il computer sulle ginocchia, solo tenendo un blog e scrivendo testi che ci piacciono. Cosa vorreste di più? In altri paesi ciò è possibile, magari difficile e non immediato, ma possibile. C'è chi guadagna qualcosina ma anche, pochi casi, chi ci vive di ebooks, blog e pubblicità. In Italia tutto ciò è quasi fantascienza, un sogno irraggiungibile per noi.
In realtà qualcosa ci possiamo guadagnare pure noi con i nostri blog. Il metodo più semplice è, ovviamente, mettere delle pubblicità, ma per funzionare bisogna avere molte visite, e quindi via con la mega-faticaccia di SEO etc... E poi ci sono tanti argomenti che ci piacciono, ma che risulterebbero fuori luogo nel nostro blog, e non è semplice gestire un nuovo blog ogni volta.

Ed entra in gioco il Paid to Write


Se vi piace scrivere, non avete tempo e/o conoscenze per sviluppare un blog per ogni argomento e volete monetizzare il tutto potreste tentare il "Paid to write", in particolare il "Revenue sharing". Si tratta fondamentalmente di scrivere articoli per altri blog o siti e ricevere una percentuale, solitamente alta (dall'80% in su), sulle entrate pubblicitarie. I requisiti essenziali sono pochi (e se state leggendo questo blog li avete): un computer e una connessione a Internet. In realtà vi basta semplice carta e penna, se poi ricopiate tutto al computer appena avete tempo (come faccio io abitualmente). Un buon complemento a ciò sono lo scrivere in italiano corretto, un po' di tempo da passare ad informarsi e un minimo di conoscenze SEO per aumentare le visite (sono in realtà pochissime basi che si trovano su molte guide in rete).

Come funziona?


Il sistema è molto semplice. Ci si iscrive al sito, in modo da poter scrivere gli articoli. La maggior parte dei siti utilizza l'ottimo Google Adsense per la pubblicità, quindi è sufficiente iscriversi al servizio e comunicare al blog di turno il proprio codice Adsense. In questo modo sotto ai vostri articoli comparirà la pubblicità di Adsense e voi riceverete una percentuale sul gudagno per ogni click sui link. In questo modo il pagamento arriva direttamente da Google, eliminando il problema al gestore del sito e assicurando voi stessi sul pagamento stesso.

Quanto ci si guadagna


Per la verità ero abbastanza scettico sulla cosa. Leggendo qua e là ho però visto qualche numero concreto. Sfatiamo subito le illusioni: non ci si campa. Il guadagno medio è di circa 6 € ad articolo. Scrivendo un articolo al giorno, tutti ben impostati e seguendoli un minimo, si può arrivare a guadagnare un centinaio di euri al mese.
Ho sentito dire di singoli articoli da alcune centinaia di dollari, ma sono botte di fortuna. Al massimo ci si può ricavare un aiutino. La cosa favorevole è che l'articolo rimane online per tutta la vita del sito e quindi può farvi guadagnare potenzialmente per tutto questo tempo.

I pro e i contro


Ovviamente ci sono vantaggi e svantaggi di questo sistema. I primi sono principalmente:
  • Non servono grandi conoscenze
  • Non si va ad influenzare i blog che avete già. La moltitudine di argomenti è risaputo che influenza negativamente il numero di visite, meglio 1 o 2 al massimo.
  • Il grosso del lavoro di ottimizzazione del sito è già stato fatto, si spera, dai gestori stessi, permettendovi di pensare solo al vostro articolo
  • C'è la possibilità di porre link, aiutando quindi un eventuale link building al vostro sito
D'altra parte i contro sono:
  • Ci vuole comunque un minimo di tempo per ottimizzare l'articolo e pubblicizzarlo a dovere su Facebook et similia. Questo tempo potrebbe essere impiegato in un blog come si deve
  • Il guadagno non è nè certo nè immediato. A seconda di tanti fattori un singolo articolo può fruttare decine di euro come pochi spiccioli

Il mio inizio


Per quanto mi riguarda mi sono iscritto da poco ad un sito di questo tipo (Digikomp), ma penso sia meglio averne almeno un paio. Il primo articolo è ora in fase di revisione, fattore tutto umano. Anche le mie conoscenze sono poche, sono solo agli inizi e quel che ho scritto in questo articolo è solo un sunto di quel che si trova in rete. Spero con il tempo di migliorarmi sia da pagato che con i miei blog.

Conclusioni


Nonostante alcuni blogger professionisti sconsiglino questo tipo di lavoro, io non mi sento, per ora, di darlo per inutile. È un buon inizio e un buon banco di prova dopotutto. E poi non è così male, di questi tempi soprattutto, guadagnare due soldini in più facendo ciò che piace

lunedì 22 novembre 2010

L'incubo del Natale, 2 mesi prima!!

Una tranquilla domenica pomeriggio. Fuori il solito tempo piovoso che ci affligge ormai da sempre. Con la mia ragazza siamo strastufi di stare in casa a studiare, così cogliamo l'occasione che i suoi zii devono andare per centri commerciali. Entriamo in un negozio qualsiasi e iniziamo a vagare in mezzo alla massa strabordante di persone. Nell'itinerario giungiamo in una zona dove c'è più gente del resto del negozio. Un picco di concentrazione di gente degno dello svincolo Genova-Milano la domenica tardo pomeriggio. La curiosità prende il sopravvento e mi avvicino.
Oddio! Preso da sentori di attacco epilettico mi giro in cerca di una via di fuga da quell'incubo: ovunque ori, rossi, blu, sbirluccichii, luci colorate intermittenti, boa dorati, sfere, stelle, forme pseudo umane più o meno capibili. Il mondo dei rapper americani visti in chiave cyberpunk. Finalmente ne esco e mi fermo a ragionare. Un sospiro di sollievo mi giunge naturale quando mi rendo conto che sono solo decorazioni natalizie, temevo di essere finito in un tempio del glitter-rock anni '80. Un momento... Decorazioni natalizie?? Natale?? Ma siamo al 21 novembre!! Mentre riprendo le mie facoltà mentali e visive tornano alla memoria immagini simili e recenti: un noto garden center un paio di settimane fa, un grosso negozio un mesetto fa...
È più di un mese che ovunque si vede roba di Natale (La mia assenza dalla vita sociale non me l'ha fatto notare subito). Era ancora tempo di Halloween e si trovavano Babbi Natale vicino a zucche sorridenti. Ora, non voglio fare quello che rompe le cosiddette, ma non trovo il senso di anticipare così tanto l'atmosfera natalizia! Una bellissima atmosfera, per carità, ma cavoli, tre mesi di atmosfera natalizia sono un po' troppi. È un po' come avere un'atmosfera estiva nove mesi l'anno. Poi ce ne vuole una invernale altri 9 mesi, e l'anno diventa di 36 mesi, oppure 18 ammazzando le mezze stagioni, che tanto non ci sono già più.
C'è da chiedersi il perchè di tanta voglia di Natale. L'unico motivo che mi viene in mente è il voler spingere la gente a comprare e consumare di più, iniziando prima. Comprare, comprare, comprare, evviva il Natale, la festa del consumismo più sfrenato. Già 2 mesi prima il vostro figliolo inizierà a rompere i gioielli di famiglia "Papà, mi compri il babbo natale da appendere alla finestra?". Considerate poi il panico da regalo di Natale della serie "Oddio è già quasi Natale!! Che cosa regalo quest'anno?"
Voi cosa ne pensate? Felici della "vicinanza" del Natale o preferireste il Natale di una volta, con il calendario dell'Avvento di 25 giorni?

domenica 21 novembre 2010

Google Instant e SEO, cosa cambierà?

Tutti ormai abbiamo notato che se andiamo sul sito di Google, i risultati ci appaiono in tempo reale mentre digitiamo i nostri termini di ricerca. Questa bella magia si chiama Google Instant. Non mi dilungherò sul funzionamento, molto semplice per l'utente, né sulla tecnologia (qualcuno ha perso una scommessa nel creare amatorialmente la versione per Youtube, ma ha vinto un posto di lavoro direttamente dal CEO di Youtube stesso). Più che altro mi é sorta una domanda: cambieremo le nostre tecniche SEO?
Non sono un esperto in materia, anche se spesso mi diletto per curiosità e/o necessità. Mi viene però da pensare che qualcosa debba cambiare. Il fatto che il nostro utente veda istantaneamente i risultati aggiornarsi suppongo che debba farci dare più importanza all'importanza e alla gerarchia delle keywords che utilizziamo. É risaputo che gli utenti sono pigri, hanno il massimo dell'attenzione per i primi secondi e, se trovano quel che cercano nei primi secondi, non vanno oltre. Diventa quindi importante, a mio parere, apparire già ai primi tasti digitati, già alle prime parole inserite. Acquisterà quindi maggiore importanza per le nostre analisi l'ordine dei termini che ci hanno fatto trovare, almeno quanto la presenza o meno dei termini stessi.
Questa é solo una mia opinione da SEO principiante (si vede dal numero di accessi ai miei blog), non so quanto sia giusta o sbagliata. Mi rivolgo quindi al popolo di Internet, sperando quindi nell'intervento chiaritore di qualche SEO esperto che mi illumini la via. Insomma, spazio ai commenti: voi che ne pensate?

lunedì 15 novembre 2010

Il nostro ufficio? Online con Google Documents!!

Fino a qualche tempo fa ero solito usare più di un computer per i miei lavori: il netbook, il pc di casa, quello della mia ragazza, quelli della facoltà. Dovendo scrivere delle relazioni per l'università era un po' difficile tenere aggiornate tutte le varie versioni. In pratica vivevo con una penna USB continuamente in tasca ed era un problema se me la dimenticavo a casa. E se avessi avuto tutto in un posto accessibile da qualsiasi computer, magari con la possibilità di lavorarci pure sopra?
La soluzione arriva dal mondo delle web app, ossia quelle applicazioni da usare via Internet con un semplice browser. Papà Google anni fa ha fatto a tutti noi un bel regalo: Google Documents (https://docs.google.com), una suite da ufficio direttamente sul web. Appena effettuato il login con il vostro account Google vi troverete nella sua schermata principale.
Google documents screenshot

Da qui potete aprire i vostri documenti, importare quelli del vostro pc o crearne di nuovi. Potete creare ed elaborare documenti di testo, forgli di calcolo, presentazioni, moduli e pure grafica vettoriale. Non si ha un'enormità di funzioni, ma quelle di uso più comune ci sono tutte.
Google Writer screenshot

Google Spreadsheet screenshot

Il tutto è molto semplice da usare, soprattutto se siete già soliti usare applicazioni del genere. In aggiunta ci sono ottime funzioni di condivisione dei file e di lavoro collaborativo.
Ottimi strumenti, quindi, in tutto e per tutto in puro stile Google. Personalmente trovo Google Docs un ottimo complemento per il nostro ufficio mobile, semplificando parecchio la vita di chi si muove molto e/o ha bisogno di scrivere testi a più mani. Non mi sento però di consigliarne un utilizzo esclusivo alternativo ai soliti software offline: le politiche del gestore possono cambiare, ci possiamo ritrovare senza internet, oppure semplicemente ci serve necessariamente quella funzione particolare. In tutti gli altri casi è un ottimo strumento per tutti

E voi cosa ne pensate? Mettete tutto su web app online, usate solo software offline o una via di mezzo? Sono curioso di sapere che ne dice il mondo.

martedì 9 novembre 2010

Finalmente la cultura in TV!

Ieri sera c'è stato qualcosa di fenomenale, qualcosa che non succede da anni ormai. La cultura vera in TV. Ieri sera su Rai 3 è andato in onda "Vieni via con me", uno dei rarissimi casi di cultura vera e propria, senza svendita di corpi nudi e senza demenza incontrollata. Un ottimo Fabio Fazio e un incredibile Roberto Saviano hanno condotto la più intelligente trasmissione degli ultimi anni.
Nonostante i molti ostacoli, posti da esterni e dai pezzi grossi Rai, sono riusciti ad avere ospiti, tra gli altri, un ottimo e tagliente Roberto Benigni e un incredibile Claudio Abbado. Un tripudio della cultura e della verità, senza peli sulla lingua e con tanto coraggio. Benigni ha presentato a suo modo ciò che è successo negli ultimi giorni, vale la pena rivederlo e leggere tra le righe. Abbado ha spiegato perchè la cultura è così importante, colpendo nel segno in modo semplice e immediato. Nichi Vendola ha ironizzato con la lista sui nomi degli omosessuali, per poi trasmettere emozioni con quella sulle espiazioni e sulle condizioni che gli sono riservate. Saviano poi ha dato il meglio di sè, con parole dirette e coraggiose, dicendo la verità senza peli sulla lingua e senza tralasciare nulla.
Il risultato? 24,8% di share, con punte di 32%... Quasi da record, ma cosa più importante, molto più del Grande Fratello!
Ieri sera è successo qualcosa di fenomenale: la cultura è tornata in TV. Consiglio a tutti di vedere la puntata di ieri, e di non perdere quella di lunedì prossimo! Qualcosa forse sta cambiando!

Le notizie di Google Reader in versione mobile

Immaginate di essere in coda a degli uffici e vi aspetta una buona ora di attesa. Cosa potreste fare? Giusto la settimana scorsa vi ho parlato di Google Reader e di un semplice trucchetto da utilizzare con esso. Non sarebbe male leggersi due notizie o due aggiornamenti dei blog che seguite. Piccolo problema, non avete il computer dietro oppure vi tocca stare in piedi. Tirate fuori il vostro fido smartphone e vi leggete quelle che avete scaricato con la mail. Oddio, son finite e avete ancora 50 minuti almeno... Niente panico! Niente panico!........ PANICO!!!
Suvvia, non drammatizzate, un scappatoia c'è. Se avete un buon piano tariffario per l'internet mobile, anche gprs, oppure una connessione wifi a disposizione, potete utilizzare il vostro cellulare o il vostro palmare per accedere a Google Reader Mobile (http://www.google.com/reader/m/).
Google Reader Mobile screenshot
Le funzionalità non sono le stesse della versione desktop, ma l'interfaccia semplice e pulita permette una navigazione abbastanza veloce tra le notizie. Potete poi aggiungerle agli speciali, condividerle o mantenerle da leggere. Il contenuto delle notizie è il medesimo del fratellone (nel caso di post con molte immagini può però risultare un poco pesante per i dispositivi meno performanti) e quindi potrete leggervi le notizie in comodità.
Uno screenshot di un articolo visto da Google Reader Mobile
Un'altro ottimo modo di leggere le nostre news preferite. E ora a voi: come leggete le news in giro? Sul sito direttamente, con un software dedicato o cos'altro?

mercoledì 3 novembre 2010

Le notizie di Google Reader offline sul vostro gadget mobile

Giusto l'altro ieri vi ho parlato di quanto può tornare utile Google Reader nel tenervi aggiornati sui siti che seguite. Le mie sottoscrizioni sono tante e spesso trovo articoli che mi interessano notevolmente. Ma, ahimé, il tempo é tiranno e non mi é possibile stare davanti al pc a leggere continuamente.
Ci sarebbe la versione per dispositivi mobili, ma in molte occasioni può risultare scomoda (ho un cellulare dallo schermo minuscolo e non ho sempre connessioni wifi a portata di mano) e costosa se vista senza un piano tariffario utile. Ci sarebbe l'utilizzo di un News Reader software installato sul pc, ma sarei costretto a scaricare anche le notizie che non mi interessano e perderei l'utilità di avere Google Reader. Preso dallo sconforto mi butto sulla sedia a guardarmi in giro. Ed ecco l'idea.

La soluzione

In molti abbiamo un qualche dispositivo mobile capace di inviare e ricevere le mail, magari con connessione wifi. Ho settato quindi il mio fido Nokia 770 in modo da collegarsi al server POP3 di una delle mie mail (ho qualche indirizzo :s). La scelta del POP3 invece del più performante IMAP é stata fatta perché é più semplice tenere una copia delle mail offline. A questo punto basta usare l'utilissima funzione di condivisione via mail per mandare l'articolo dal vostro account google alla vostra email configurata sul dispositivo mobile (nulla vieta che sia la stessa mail). E vi ritroverete con il vostro amato articolo da leggere quando avete tempo.
Salta però fuori un problema: e se su Reader appare solo un riassunto? Mi é anche successo che nella mail non appaiano immagini importanti per l'articolo (ma non so se é un problema del mio palmare o di Reader). Basta fare un copia-incolla dell'articolo su OO.o Writer o su Word (attacco di orticaria) o su una web app come Google Docs o Zoho Writer (parlerò presto di questi servizi e delle loro versioni mobili). A questo punto vi basterà esportare il file in PDF o in un altro formato che potete leggere sul dispositivo mobile di turno e inviarlo come allegato via mail. Una volta che avete la mail sul palmare potete farne quello che volete.
Buona lettura ;)

lunedì 1 novembre 2010

Aggiornatevi con Google Reader

A tutti piace leggere che succede nel mondo. Il modo migliore, si sa, é leggere più fonti diverse. Immaginate quindi di andare all'edicola e comprare 2 o 3 quotidiani nazionali, più un paio di stranieri. Lasciando perdere il peso sul portafoglio (giusto i nostri bravi parlamentari se lo possono permettere), é eclatante la scomodità e l'impatto sull'ambiente di tale mole di carta. Se a questo aggiungete le varie passioni (calcio, cucina, modellismo, pesca...) la faccenda si complica. L'ideale sarebbe assoldare un omino che va a prendere i giornali, ve li organizza, e vi passa le notizie.
Fortunatamente scoprite che molte notizie si trovano su internet. I siti dei quotidiani che vogliamo leggere, il blog di cucina, il blog di quello scapestrato studente di fisica malato di tecnologie, ben presto scoprirete un mondo nuovo. Aggiungete il passaparola dei vostri contatti e amici. Alla fine vi troverete di sicuro a scrivere come dei pazzi gli indirizzi sul vostro browser o a tentare di ricordare come si chiamava quel blog di manicure. Ci serve di nuovo quell'ometto di prima, magari dentro al pc.
Quell'ometto esiste in realtà, chiamatelo news reader, feed aggregator o aggregatore di notizie, la sostanza é sempre la stessa. Di esempi ce ne sono a bizzeffe, sia software da installare sul proprio pc che comode applicazioni web. Una di queste ultime é Google Reader.

BigG ci ha fornito di questo comodo strumento per semplificarci la vita di lettori. Un account Google ci basta per accedere a questo servizio e, una volta iscritti, é semplice aggiungere le nostre fonti. Basta un click su Aggiungi feed e un copia-incolla dell'indirizzo del feed RSS desiderato, oppure andare a vedere cosa suggerisce Reader stesso. Il tutto amabilmente organizzato in etichette.
Ma non finisce qui! C'é tutta una parte social che vi aspetta! Potete segnare news che ritenete importanti, indicare quelle che vi sono piaciute, seguire altri utenti e condividere con loro e su Buzz quelle che volete far girare.

Un ottimo strumento per chi vuole rimanere sempre aggiornato. Magari evitate di farvi prendere dal ca##eggio compulsivo in orario di lavoro. O il vostro capo si arrabbia.